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Un arrapante bionda
Se ti piacciono i video con donne molto eccitate che si bagnano tutte, non puoi perderti queste arrapanti scene. Guarda come questa bella zoccola spompina avidamente il suo ragazzo e con quanta voluttà lo fa! Ascoltala godere e riempirsi in un lago di umori, mentre lui le lecca tutta la sua figa bagnata! Un video estremo!
Bisex
Elisa stava davanti alla preside tremando, accanto a lei Amanda, la sua compagna di letto e di stanza, con gli occhi bassi e le mani che torturavano nervosamente un fazzoletto. “Quello che avete fatto non ha nessuna giustificazione, lede la fama e la dignità vostra e di questo collegio” “ma noinoi stavamo solo scherzando..” provò a dire Elisa. “Zitta!Non osare rispondermi. Ho già avvisato tuo zio, gli ho detto tutto. E’ amareggiato e stasera viene a prenderti sei espulsa. Non voglio più vedere te e la tua compagnia. Siete immorali, rovinate le altre!!” Ora uscite da qui.” La sorvegliante afferrò Elisa , mentre Amanda ormai in lacrime restava con la preside a subirsi un’altra ramanzina. Elisa fu fatta sedere in portineria, sotto gli occhi duri della sorvegliante. “Questo non ci voleva, mio zio mi ammazzerà.”pensò Elisa.
Tutto era iniziato quella mattina, quando Amanda l’aveva trovata in bagno mentre con slip calati e gambe aperte si stava accarezzando la vulva. Si era subito coperta ma Amanda invece di uscire le si era avvicinata supplicandola di continuare. Amanda non era una bellezza, un po’ bassa e tarchiata aveva però una bella bocca e seni grandi e sodi, che ultimamente Elisa guardava con invidia e forse con qualche altro sentimento. Elisa allora aveva risollevato la gonna spalancandole le sue gambe lunghe e sottili davanti, il respiro ansimante di Amanda le aveva fatto capire che la sua compagna di stanza non era solo curiosa. Un brivido di eccitazione le era corso lungo la schiena e lentamente aveva iniziato a giocare con le dita tra i peli biondi del pube. “Ti prego fammi toccare” “solo se mi fai giocare col tuo seno.”
Amanda si era aperta la camicetta, quindi le si era avvicinata. Elisa finora aveva provato attrazione soltanto per i maschi. Nonostante avesse da poco compiuto 18 anni, Interna in un collegio femminile non poteva tuttavia frequentarne molti e nelle sue masturbazioni solitarie si era sempre immaginata di volta in volta con un ragazzo o da un attore diverso, a volte i suoi “amanti” erano pià di uno e la usavano come un giocattolo. Questa volta però avere davanti Amanda infoiata la portava a desiderare di usare qualcuno. Con forza le aprì la camicettta, tirò su il reggiseno trovandosi davanti due tette grosse e sode dai capezzoli scuri e dritti.Iniziò ad accarezzarle con una mano, poi ne prese una e la srinse forte. Amanda emise un gemito. “Zitta stronza che ci sentono.” La colpì forte su un seno.
Ti prego fammi toccare, Amanda avvicinò le sue dita cicciotelle al pube bagnato di Elisa e iniziò ad accarezzarla Il contatto con quelle dita le provocarono un intenso piacere e il liquido umorale le grondò sulle gambe. Amanda si piegò e con dolcezza poggiò le sue labbra in mezzo alle gambe facendola urlare…ahimè, una soevegliante che passava davanti alla stanza in quel momento era corsa in bagno, trovando Elisa a gambe aperte e in mezzo la testa di Amanda. Poche ore ed Elisa, sottile e bionda, vestita con la sua divisa da collegiale, gonna e calzini con ballerine, era già in macchina con lo zio. Elisa era stata affidata allo zio dopo la morte dei genitori, non le piaceva con quell’uomo cupo e severo, dal fisico imponente , lle mani rozze , la barba scura e i lineamenti tarchiati. Con la moglie poi, una donna dai bella ma distaccata non se ne parlava proprio. Elisa temeva le reazioni improvvise dello zio e ne scrutava timorosa il profilo accigliato.
Senza alcun motivo lo zio girò improvvisamente la macchina su una stradina sterrata in mezzo alla campagna, per poi proseguire in mezzo a campi e macchie “Dove mi stai portando?””Zitta troia” La macchina frenò improvvisa in mezzo a una radura. “Quindi hai fatto la zoccola” “No si sono sbagliate io..” “Scendi o ti meno”,aveva piovuto e la ragazza e l’uomo si ritrovarono con le scarpe bagnate in mezzo a erba e fanghiglia “Ti sei fatta scopare dalle tue compagne “ “No” “Sì invece, scommetto che non sei più vergine. “Non è vero ti prego credimi”la voce le si stava rompendo in un pianto. “brutta troia fammi vedere. Alza la gonna. “ti supplico no, zio ti prego“, lo zio le si mise davanti e con uno strattone le alzò la gonna.
“Adesso togliti le mutandine. Elisa piangeva a singhiozzi, La mano dello zio la colpì su una guancia e poi sulla gamba. “Fallo o te le strappo io” Tremando tirò giù le mutandine, “toglitele ho detto.” si dovette chinare pre far passare l’elastico dalle scarpe. “Adesso voglio proprio vedere se sei vergine” Elisa chiuse gli occhi e sentì la mano grossa dello zio che le saliva in mezzo alle coscie. “Aprile e allargale bene” Ubbidiva senza guardare desiderando che tutto fosse finito. Dellle dita tozze e ruvidele si posarono sul pube ed iniziarono ad accarezzarlo lentamente.La ragazza iniziò a sentire un calore mesocolato a paura, temeva lo zio e le sue mani ma allo stesso tempo non poteva far a meno di bagnarsi. Lentamente un dito dell’uomo scivolò dentro la fessurina minuscola della sua figa, e imiziò a muoversi impercettibilmente, poi sempre più forte. Elisa ansimava, sentiva il liquido della sua figa colarle addosso.alle gambe, adesso avrebbe voluto che lo zio continuasse “Ma guarda, che bella zoccoletta vergine , scommetto che scopi con la lingua.”
Con uno strattone tolse la sua mano dalla figa della ragazza, le afferrò i capelli e la tirò giù in ginocchio. Elisa vide davanti a se la patta dei pantaloni turgida e gonfia. “Apri la cerniera e tirami fuori il cazzo, zoccola” ubbidì., il pene di suo zio non era molto lungo ma estremamente grosso, compatto e umido, incorniciato da folti peli scuri.Odorava di sborro e di arrapamento. “Ora leccalo“. Elisa non aveva mai visto un pene in vita sua, ed ora quell’arnese grosso e turgido le si parava davanti allla bocca minaccioso come un randello.Con la lingua iniziò timorosa a leccarne delicatamente la punta, trovandola già bagnata , era eccitata, ormai disposta ad ubbidire a qualsiasi cosa. “Non sei neanche in grado di fare un pompino decente, ora ci penso io a sfondarti la bocca“.
L’uomo le afferrò la testolina e gliela spinse ficcandole il suo cazzo eretto tutto dentro. Elisa si sentiva soffocare, ma lo zio iniziò a sbatterla in bocca.come se fosse una figa. “ Sei una puttana, e da tre anni che ti volevo scopare Ora ti chiavo in bocca!!” la sbatteva forte, sentiva le coscie bagnate dai suoi umori e lo zio che le pompava la bocca violentemente a suo piacere, facendolo uscire per poi rificcarglielo. Improvvisamente si fermò: “Ora togliti la camicetta e sdraiati”Ubbidì, la pelle solcata da brividi, i capezzoli dritti, si distese sull‘erba umida e fredda. Lo zio le si mise sopra a cavalcioni e con una mano afferrò il suo piccolo seno stringendoglielo forte fino a farla urlare.”
Ma guarda che tettine carine e sode, quante volte te le sei fatte ciucciare“ Ini ziò a mordicchiarle i capezzoli mentre con le mani gliele premeva, lasciandole i segni rossi delle dita.Elisa provava allo stesso tempo voglia e dolore, temeva lo zio ma non riusciva a contenere l‘eccitazione che le rendeva vagina e coscie fracide. Poi l‘uomo si girò di spalle e le rimise il cazzo in bocca, pompandoglielo ancora più velocemente, con le palle turgide che le sbattevano sopra labbra e naso. La ragazza cercava di respirare col naso, mentre l’arnese infuriava contro lingua e la gola otturandola completamente.Poi lo zio SI piegò e lentamente imiziò a passarle la lingua in mezzo alla fessurina.
Era troppo, Elisa ebbe un orgasmo che fece scuoterle tutto il bacino. L’uomo ficcò completamente la testa nella sua vulva, leccandogliela e raspandogliela con violenza. La sua barba la raschiava, irritandole la pelle delicata ma oramai era in completa balia di quelluomo che aveva ripreso la trombata a pieno ritmo..“Ora vengo e ti sbrodo addosso” il getto di sborro fuoriuscì abbondane colpendola in bocca, con le mani si afferrò il pene portandolo fuori e irrorandole il volto e i seni. Elisa si sentiva usata e sporca, ma questo invece di avvilirla la eccitava: era un giocattolo da usare ma un giocattolo che gode.
“Puliscimi”Le stava di nuovo a cavalcioni sopra le afferrò i capelli costringendola a riprendere in bocca il pene moscio”ciuccia finchè non si indurisce che ti voglio fare il culo“ Sentiva dentro la sua bocca il sapore dello sborro seccato e il cazzo gonfiarsi e aumentare, sapeva che le avrebbe fatto male e che quello era lo strumento della sua tortura ma non poteva fare a meno di ubbidire. Lasua vagina irritata continuava a bagnarsi esigendo sempre di più.. Lo zio sopra la guardava coi suoi occhi duri. “Ti voglio lasciare vergine, ma solo nella figa”Le afferrò le spalle e la stese sul ventre. I fili d’erba le raschiavano i seni “Ti prego zio mi fai male, ti supplico smettila. “L’uomo si sfilò la cintura e La colpì violentemente su una chiappa e poi sull’altra, lasciandole dei segni rossi. Le scesero lacrime di dolore ma questa volta non urlò. Intanto l’aveva messa a quattro zampe, allargandole a dismisura le gambe.
Con un dito andava sulla sua fessurina oramai fradicia per prelevare gli umori che poi stendeva intorno al suo sfintere ancora strettissimo e minuscolo. Quindi Introduceva con estrema lentezza il dito bagnato dentroe poi fuori e di nuovo dentro provocandole un misto di dolore e piacere. “Adesso ti inculo a secco, scommetto che hai il culo tenero come il burro” Sentì la cappella posarsi sopra la sua a pertura e iniziare a spingere, a poco a poco la sua pelle si lacerava ed il cazzo entrava di pochi millimetri. “Fa male, ti prego smettila farò qualsiasi cosa mi chieda, te lo giuro smettila.” Lo zio l’afferrò violentemente per i fianchi con le mani e ci si sbattè contro finchè metà del suo arnese fu dentro impalandole il culo .
La fitta giunse improvvisa e insopportabile, la ragazza urlava dal dolore, sentiva i suoi intestini lacerarsi ma le sue urla invece di dissuadere lo zio lo eccitavano, ed il cazzo continuava a gonfiarsi e a penetrarla sempre più a fondo. “Zoccola scommetto che era tutta la vita che desideravi essere sfondata in culo.” Con una mano iniziò ad accarezzarle la fichetta che per il contatto continuò a perdere acqua. Quell’uomo era allo stesso tempo il suo dio e il suo carnefice. La torturava e disprezzava ma le sue mani le provocavano un piacere tale da renderla completamente soggiogata. Ora aveva ripreso a pomparla, fino in fondo, il suo scroto gonfio a dismisura le sbatteva contro il sedere, sulle sue coscie scendevano gocce miste di umori femminili e sangue.
Elisa non respirava quasi dal dolore, bramava allo stesso tempo la fine della tortura e di essere usata ancora e poi ancora.Lo zio, si divertiva a prolungarle le sofferenze talvolta sbattendola con violenza facendo quasi uscire il cazzo per poi rificcarglielo fino in fondo. altre volte usando il suo culetto come un tamburo. “Brutta troia bruca l’erba, “le afferrò di nuovo i capelli costringendola a piegare la testa in basso e poi spingendogliela forte finchè Elisa non sentì il sapore dell‘erba in bocca. Adesso era piegata completamente impalata sul cazzo con il sedere in alto sentiva ancora più forte l’arnese Era giunta al limite dello svenimento quando doSentì l’uomo ansare e sbatterla in profondità fino a che non venne e il suo sborro le si riversò completamente dentro l’intestino.
Tirò fuori il cazzo e la spinse per terra. “Ora girati stronza, mi fai venire troppo in fretta“. Elisa si girò, i suoi seni e il suo ventre erano sporchi d’erba e di fango. I segni rossi lasciati dall’erba la coprivano dappertutto. “ Ora fammi vedere come ti masturbi quella fighetta intatta”. Le prese la mano e gliela pose sul pube, La ragazza iniziò ad accarezzarsi, aveva intense fitte di dolore sul sedere dal quale scendeva copiosamente sborro misto a sangue, ma accarezzarsi di fronte al suo carnefice la eccitava, bagnandola ancora di più. “Fatti un ditalino“. Elisa infilò il pollice dentro le labbra bagnate e di nuovo un altro orgasmo la fece contrarre in uno spasimo.
Guardò sopra di se, lo zio in piedi coi pantaloni calati aveva di nuovo preso in mano la cinghia, il suo arnese prima sgonfio stava di nuovo prendendo forma. Alzati, Ubbedì. Ora piegati sul cofano della macchina. Il contatto della pancia col metallo ancora caldo le diede un attimo di sollievo,”ora vai punita, hai rischiato di perdere la verginità senza aspettarmi, ti piace farti leccare e impalare ma io sono qui per educarti.” La colpì sui glutei e poi sulle cosce con la cinghia. La ragazza piangeva di nuovo, “vuoi che smetta? “si ti prego” dimmi ti supplico “ti supplico ti supplicoooo!! “Adesso allora meriti davvero una chiavata a secco,” Le aprì i glutei con le mani e violentemente le ficcò il suo arnese fino in fondo per poi iniziare a sbatterla con ritmo lento e costante.
“A quante persone l’hai fatto leccare il culo e la figa, raccontami come ti piace prenderli i capezzoli in bocca?” Le afferrò di nuovo i seni stringendoglieli.” Riprese a pieno ritmo, questa volta muoveva il cazzo su e giù portandolo quasi fuori fino a ribatterglielo dentro fino in fondo. La ragazza sentiva di nuovo il dolore lacerante ma il metallo tiepido che strisciava sulla sua vulva le procurava piaceree, ansimava. “Zoccola non sei qui per godere, la sbattè violentemente sul cofano e poi tirandole i capelli le girò la testa, obbligandola a guardare.”Guarda in faccia l’uomo che ti ha sfondato il culo, adesso il tuo buchetto è grosso pronto per prenderne due in un colpo solo. Cazzo godo” questa volta mentre veniva tirò fuori e le inondò il sedere e la schiena. Elisa ebbe un altro orgasmo che produsse una colata di liquidi sulle sue gambe.
Cadde per terra. Era stata usata ed umiliata fino in fondo ma mai aveva avuto un piacere così intenso. Era sporca di fango, sborro e sangue ma avrebbe rifatto tutto cento volte ancora umiliandosi ancora di più pur di poter ricevere un piacere così forte. Lo zio si tirò su i pantaloni. “ora rivestiti che torniamo a casa. Tua zia ti aspetta, le ho detto tutto ed è molto, molto arrabbiata…e cattiva”
Questa ragazza ha delle tette enormi
Se ti piacciono i video con le donne tettone, allora non puoi perderti questo video, perchè sono sicuro che non hai mai visto una donna con queste tette, davvero mostruose, impressionanti! Guarda come il suo eccitato ragazzo impazzisce con queste tette, sono davvero enormi e lei gode come una cagna, mentre lui la tromba. Un video molto arrapante ed estremo!
Daniela
Conobbi Daniela alla cassa del supermercato, può sembrare banale, ma fu così. Spiccava alla cassa in quella sua divisa verde e quella matassa riccioluta di capelli naturalmente rosso fuoco, non carota. Sono sempre stato affascinato dallle donne coi capellli rossi, dalla loro pellle candida, dal loro odore, dai loro capezzoli rosati … La prima volta che ci vedemmo scambiammo un paio di battute, poi tornai nei giorni a seguire in orari variabili, aspettando di trovarla in attesa di clienti. Faccio un lavoro in proprio che mi permette di avere, per fortuna, orari flessibili, un po’ di tempo libero e un giusto livello di agiatezza che non guasta mai. Sono allla soglia dei quaranta, ben portati, capelli neri appena spruzzati di argento sulle tempie, fisico né magro né grasso, non palestrato ma tonico.
Lei era lì, che si attorcigliava una ciocca di capelli rigirandosela attorno al dito, aveva mani ben curate con uno smalto chiaro sulle unghie, sulla bocca carnosa e scolpita un filo di rossetto rosa e brillantini e dei bellissimi occhi verde acqua contornati da un ombretto leggero. Presi dagli scaffali un paio di bottiglie di Greco di tufo, mi feci incartare mezzo chilo di mazzancolle freschissime e mi presentai da lei. Cominciavamo ad avere un po’ di confidenza, ed io avevo deciso di sferrare l’attacco.
“Seratina particolare eh?” fece lei passando gli articoli sul lettore
“Spero di passarla con una persona speciale… tu che fai stasera?” le chiesi e la guardai coi miei occhi verdi e penetranti in quei suoi smeraldi.
Sulle prime rimase come interdetta ed un velo di porpora le comparve sul viso chiaro, ma sostenne il mio sguardo.
“Stacco alle 20” fu la sua risposta.
“Ho una Saab cabrio rossa” conclusi, pagai e salutando uscii.
Stava tramontando quando la vidi uscire dalla porta di servizio in tutto il suo splendore; alta circa 1 metro e 70 aveva un fisico longilineo con curve giuste al posto giusto, dimostrava circa 30 anni e mi venne incontro ancheggiando leggermente. Le aprii lo sportello e partimmo. Mentre viagggiavamo verso casa ed il rombo del motore si sentiva appena mescolandosi al fruscio dell’aria, quando potevo mi giravo a guardarla in volto trovandola ogni volta più bella via via che il tramonto le indorava il viso coprendole di luce rossa le efelidi. Mi arrivavano a tratti folate di quel suo profumo agrumato e fresco.
Si tolse un sandaletto col tacco e appoggiò un piedino sinuoso e curatissimo sul cruscotto sgranando leggermente le dita. Rimasi ammirato ed estasiato da quella visione perché io adoro i piedi femminili belli e ben curati, ho sempre avuto un rapporto viscerale di passione, pur non essendo un feticista. Se lei se ne accorse non me lo diede a vedere, mi sorrise e mi chiese che intenzioni avessi. Le risposi che volevo solo fare una cenetta con lei, tranquilli tranquilli. Lei mi guardò e, sorridendo, mise in mostra una dentatura perfetta e bianchissima e si ravviò i capelli riccioluti.
Parcheggiai nel vialetto di casa. Rimase piacevolmente colpita dal gusto sobrio ma elegante con cui avevo arredato. La feci accomodare in sala da pranzo dove scintillava centrale una cucina d’acciaio con una grossa cappa aspirante. “Bello!” fece lei e si sedette gettandosi sul divano coperto di cuscini sprofondandovi dentro. Si tolse i sandalini e li gettò lontano. Mi venne incontro scalza sul parquet e mi chiese: “Che si mangia?” “Lo dovresti sapere” le risposi io e accesi la griglia. Tirai fuori dal frigo gli antipasti che avevo preparato e la invitai a sedersi a tavola. Cossi le mazzancolle e le serii bollenti accompagnate dal vino freddo, mangiammo e bevemmo, forse troppo, chiaccherando piacevolmente del più e del meno, venni a sapere che adorava i gatti, i cavalli e viaggiare, che viveva ancora coi suoi e che era single da poco.
Più che calava il vino e più che si scioglieva la lingua, più che gli sguardi diventavano languidi e carichi di sottintesi. Finimmo di cenare, sparecchiai in modo buffo facendola ridere e ci avvicinammo al camino acceso che crepitava allegro. Ridemmo ebbri di non so più cosa, poi tra noi calò un silenzio surreale. La guardai; il riverbero delle fiamme la coloriva, se mai ne avesse avuto bisogno e rendeva i suoi occhi quasi scuri e profondi, le labbra più carnose. Aveva un’aria da animale selvaggio, un felino che non seppi riconoscere. Il suo sguardo si fece più intenso “Leccamela” disse e si mise a pancia in su scoprendo l’ombelico su cui brillava un piercing d’acciaio. Io la guardai interdetto e voglioso “Leccamela, non è questo che vuoi?” mi chiese lei maliziosa tirandosi su la gonna e scostandosi le mutandine.
Rimasi a torso nudo e la raggiunsi carponi, mi fermai ad osservarla, l’aveva rasata con un piccolo triangolino rosso sopra la clitoride. Le strappai di dosso mutandine e gonna, incominciai a leccarle l’interno coscia, lentamente, sentendo i muscoli guizzarle sotto la pelle liscia e fresca, poi, finalmente, arrivai alle grandi labbra, gliele morsi e gliele succhiai, aprendole con la lingua per assaporarne il miele saporoso che le grondava. Alzai gli occhi e vidi che si stava toccando i seni, pieni e polposi, bianchi come il latte sormontati di i capezzoli rosa piccoli e turgidi. “Continua, non ti fermare” mi disse ansimando.
Cominciai ad assaporare la clitoride prima lentamente gustandomi ogni spasimo del suo corpo, poi sempre più veloce. Cominciai ad introdurle lentamente un dito dentro e la trovai calda e accogliente. Lo muovevo a destra e a sinistra sentendo la sua superficie spugnosa caricarsi di umori che bevevo avidamente. Quando le dita divennero due, i gemiti diventarono urla, si contrasse ed esplose venendomi in bocca ed in faccia. La leccai ancora, poi le tolsi lentamente le dita e le aprii la fica allargandole le labbra, era rossa e pulsante. Lei si rialzò, non disse una parola e mi spise con la schiena a terra. Mi spogliò, mi allargò le cosce con le mani e cominciò a baciarmi ora il pube, ora le palle, ora il forellino bruno.
Poi calò vorace sul mio cazzo ritto e caldo. Me lo avvolse in un calore maggiore, leccandomi prima il glande, poi ingoiandolo fino a metà. Le misi una mano sopra alla testa e la spinsi fino in fondo. Lei fece un getto di saliva che mi bagnò le palle. Prese a massaggiarmele mentre affondava la bocca sul cazzo. Io ero scosso da brividi di piacere e cercavo di ritardare l’orgasmo il più possibile. Mi guardò col cazzo in bocca e sentii un dito bagnato della sua saliva penetrarmi nel culo, lento ma deciso. Al momento cercai di stringerlo ma fu inutile. Sempre guardandomi prese a solleticarmi la prostata.
Fu allora che venni con tutte le mie forze. Le riempii la bocca di seme caldo e denso, mentre mi stava massaggiando i testicoli. Bevve quello che potè e leccò il restante che mi aveva coperto il pube. Smise quando mi ammosciai del tutto. Col cuore che batteva all’impazzata ci baciammo, poi mi chiese di riaccompagnarla a casa e così feci. Durante il viaggio di ritorno non dicemmo niente, cullati dal rumore dell’auto. Ci scambiammo i numeri di telefoni riproponendoci di vedersi quanto prima e così facemmo.
Una giapponesina molto eccitata!!!
Sempre si è saputo che le nipponiche sono sempre molto timide ed ingenue nel sesso, per loro è un tabù. Ma è anche vero che ci sono delle giapponesine molto troie come questa giovane! Lei gode un sacco mentre lui le lecca la figa! Osserva con quanta voluttà lo spompina e come ama essere scopata focosamente! Un video eccitante da non perdere!
La sera dopo
Sarò breve. 14 agosto 2003 al mare io (42 anni) e mia moglie (39). Mentre ci godevamo il sole due ragazzi mediamente di 25 anni, stendono il loro telo accanto a noi. Tentano d’instaurare un approccio con mia moglie chiedendogli prima una sigaretta…poi un pò di latte solare….poi di poter leggere una rivista appoggiata sulla nostra sdraia. Sono simpatici ed impertinenti e colpiscono molto per il loro fare scherzoso e per il loro fisico asciutto ed abbronzato. Mia moglie gradisce i loro complimenti e dopo poco amicizia e fatta. Passiamo qualche ora in allegria….chiediamo cosa fanno nelle vita e loro molto trasparentemente rispondono che oltre essere studenti universitari cercano di campare al meglio prostituendosi con uomini ma maggiormente con donne.
Mia moglie scherzando chiede la tariffa e loro prontamente la comunicano: 50 euro per uno soltanto di loro, 80 euro per entrambi. La cosa sembra intricarci…tent’è che io provo un’erezione ben visibili e mia moglie “si scioglie”. Per noi è la prima volta e loro lo capiscono; ci spiegano che non dobbiamo aver paura e che in qualsiasi momento ci possiamo tirare indietro. Decidiamo con uno sguardo. Chiedo se ci possono seguire in cabina…saremmo stati un pò stretti ma più sicuri rispetto al fatto di portarli in casa. Andiamo prima io e moglie e subito dopo loro.
Quando siamo soli io e mia moglie, colti dall’eccitazione ci baciamo e ci sentiamo…lei gronda dal desiderio ed io ho il cazzo duro e completamente scappellato. Entrano poi loro. Mi metto di lato e guardo…i due stringono mia moglie baciandola e leccandola ovunque…tra i due ragazzi c’è intesa…si muovono sapendo che fare. Il primo di fronte le strappa lo sleep ed inizia un “fracosce” mentre l’altro di dietro con il suo cazzo lungo e sottile inizia a sodomizzarla…non riesce ad entrare ed allora si aiuta lubrificandosi con l’olio solare. Mia moglie prova un primo orgasmo che soffoca in cola; poi ne prova un altro con la penetrazione anale.
Questa volta le scappa un urletto. Fa caldo e sudiamo…voglio godere anch’io ma sono escluso dai giochi. Mi avvicino ad uno di loro e cerco di farmelo menare. Lui sfila il cazzo che aveva in mia moglie e spingendomi la testa me lo spara in bocca…sento l’odore della mia donna….per me era la prima volta ma continuai a sbocchinarlo come avrei voluto che mi sbocchinasse mia moglie in alcune circostanze. Lui si appoggia alla parete ed io in ginocchio. L’altro dopo aver goduto nell’intestino di lei vuole che sbocchini anche lui per riprodurgli l’erezione cosa che faccio. Apro gli occhi e noto che mia moglie, pur esausta, si masturba godendosi la scena.
Mi alzo e questa volta mi faccio fare un bocchino. Poi con il cazzo ben lubrificato lo introduco nel corpo di quello a mio avviso è il più bello…che a sua volta prende alla pecorina mia moglie che contemporaneamente avidamente spompina l’altro. Godiamo tutte e quattro insieme…ansimando e leccandoci. Alla fine soddisfatti ci detergiamo; poi paghiamo. Prenotiamo poi per la sera dopo….
Questi due sono molto eccitati!
Se ti piacciono i video di negre con culi bellissimi, allora queste scene fanno porprio per te! Guarda come questa arrapata coppia di mori, vogliono trombare subito. Lei è molto eccitata e non vede l’ora che lui la penteri; intanto inzia per farle un ottimo bocchino, come lei li sa fare! Un video molto eccitante!
Un viaggio a Firenze
Arrivammo a Firenze in albergo che erano circa le 12,30, dopo averci cambiato, scendemmo a pranzare nel ristorante dell’hotel. Notai subito che il proprietario dell’hotel, faceva gli occhi dolci a mia moglie Patrizia 35 anni formosetta con due tette da sballo, ed un culo da toccare leccare inculare ed amare era tutto. Lei si accorse subito delle occhiate, anzi fu Lei che mi si accostò all’orecchio e mi disse:
-Caro ti sei accorto che il proprietario mi sta letteralmente spogliando con gli occhi.
-E tu fallo fare, tanto alla fine sono io che ti chiavo. Il proprietario (Andrea) lo saputo dopo, un uomo affascinante con i capelli color cenere e fluenti, non grasso ma alto abbastanza per piacere alle donne. Nel passare davanti al bancone, dove Andrea faceva finta di lavorare, non so perché, ma le donne sono strane special modo, quando si sentono guardate con vogliosità disse: -Buon lavoro noi andiamo a fare un riposino, il viaggio è stato stressante oggi c’era molto traffico.
-Buon riposo signora? -Patrizia, e lei? -Andrea. Ci incamminammo verso il corridoio, ma notai che Patrizia si girò almeno due volte per guardare verso il bancone dove Andrea sostava. -Ma perché gli hai dato tanta corda? Dissi io. -Non lo so mi ha messo una voglia addosso che quasi me lo farei. A quel punto anche a me prese la frenesia del triangolo, così girando lo sguardo verso la reception, feci un cenno di intesa ad Andrea, il quale annui con la testa.
Entrammo in camera, non feci neppure in tempo a posare le mie cose sul tavolino (chiavi dell’auto, cellulare ecc.), che la mia signora, mi abbracciò con impeto e mettendomi la mano destra tra le cosce per assaporare la consistenza del mio pene, mi sussurrò all’orecchio faccio una doccia e sono subito da te, tu intanto spogliati e aspettami nudo sul letto. Stavo incominciando a spogliarmi quando sentii la porta che si apriva, era Andrea che aveva recepito il mio invito. -E’ in bagno si sta facendo una doccia, dai noi intanto ci spogliamo e l’aspettiamo nudi sul letto.
Dissi rivolgendomi ad Andrea, il quale per niente infastidito della mia nudità, si incominciò a spogliare anche lui, anzie mi fece i complimenti per le misure del mio pene, che era già pronto per l’uso, il suo intanto fuori dai pantaloni, incominciava a diventare sempre più grosso, e la mia Patrizia ancora non entrava in camera, anche io gli feci i complimenti, anzi osai prenderlo in mano e valutarne la consistenza ad Andrea questo gli piacque molto, perché con la sua mano destra mi accarezzava le natiche del mio (bel culo), così mi diceva sempre mia moglie, che avevo un culo da donna.
-Vedo che vi siete affiatati molto, anche senza di me. Disse Patrizia, e poi continuando, prima scopate me, poi dopo fate tutto ciò che volete tra di voi. Ci prese per mano, e ci fece sdraiare sul letto, Andrea dammelo subito in bocca, voglio succhiartelo un po’, tu intanto se vuoi puoi leccarmi la figa e anche il culo, cosi prepariamo la strada per quando Andrea mi sfonderà il mio bel sedere, su ora datevi da fare. Vedevo il viso di Patrizia pieno di gioia, come non mai, aveva due cazzi a disposizione e questo lo desideravamo quasi tutte le sere, quale migliore occasione che si era presentato senza per nulla pensarci prima, era solo un viaggio di distensione, solo di due o tre giorni.
Andrea era instancabile e avevo notato anche che aveva cazzo di enormi proporzioni, e questo faceva molto felice la mia Patrizia,la quale già (io la conosco bene) aveva sbarrato 3 o 4 volta era fradicia di sudore, tutti i capelli bagnati di sudore, ad un tratto sia io che Andrea la inondammo della nostra sborra. Completamente spossata, si adagiò sul letto a gambe divaricate. -Dai porco,adesso leccamela tutta, che è piena di sborra.(rivolgendosi ad Andrea, che ubbidi immediatamente). -E tu (rivolgendosi a me), mettimi il culo sul viso che ti voglio leccare il buchetto. Mi leccava con gusto e non vi nascondo che a me piaceva un sacco. -Dai ora mettiti alla pecorina,che a te ora ci pensa Andrea. -Dai Andrea fallo con garbo anche perché io da sempre lo prendo dietro ma mio marito è la prima volta.
Andrea non se lo fece ripetere due volte, anzi forse era proprio quello che stava aspettando, poggiò la grossa cappella sul buchetto del mio ano, e con garbo incominciò a spingere, soffrivo, ma stringevo i denti perché anch’io volevo essere penetrato, intanto sotto di me c’era Patrizia, che con la bocca mi succhiava il cazzo, e con la mano, aiutava delicatamente Andrea a far entrare nel mio culetto il suo enorme cazzo, ormai la metà era dentro e veramente il dolore si era anche attenuato, perché ad un certo punto invogliai Andrea a ficcarlo tutto dentro, il quale non se lo fece dire due volte, e incominciò a stantuffarmi con vigore. Non immaginavo che potesse piacermi tanto.
Dopo cinque minuti di su e giu, sentii sulle mie natiche un caldo liquido che a fiotti mi inondava il culo, mentre la mano di Patrizia me lo spalmava bene bene dappertutto. Mi meravigliai molto del vigore e della forza di Andrea, manco fini con me, che riprese nuovamente forza e incominciò a sfottere mia moglie nella figa ormai tutta spalancata, e si divertiva molto a succhiare e a prendere a mani aperte il grande seno di Patrizia, ormai erano completamenti fradici di sudore, e quell’odore acre, era impregnata tutta la stanza, non si sentiva che odore di sperma e di sudore. Solo dopo circa due ore ci accasciammo tutti e tre esausti sul letto, io mi addormentai quasi subito. -Caro dai svegliati, che è quasi ora di cena. Lei era già tutta vestita si stava raccogliendo i folti capelli neri dietro la nuca. -Ho dormito parecchio? -Quel tanto che basta per tenerti sveglio questa notte.
Fu la risposta di Patrizia e volgendomi lo sguardo, rise con gusto. L’amico Andrea ci fece accomodare al tavolo per la cena, e disse: -A voi vi servirò io la cena, e se volete anche il dopo cena. -E perché no. Rispose Patrizia, cosi continueremo il discorso di oggi pomeriggio. I giorni che seguirono (ancora tre), furono meravigliosi, e quando arrivò il momento del commiato, ci promettemmo che saremmo tornati volentieri a Firenze, anche perché di questo viaggio di Firenze non abbiamo visto nulla.
Un negro cazzone e una bionda
Il sogno di tutte le donne o quasi è quello che almeno una volta nella loro vita siano trombate da un negro cazzone. Guarda come questa eccitante puttana bionda , ama i negri e soprattutto se sono cazzoni come il suo amante! Ascoltala godere come una cagna mentre lui le sfonda la figa e il culo! Un video molto arrapante da non perdere!
Vacanza in Tunisia
Partiamo io e la mia amica Laura , lei è fidanzata ma ha deciso di partire senza il suo lui, io ho rotto con il mio da quasi 3 mesi e devo dire che ancora un po’ mi manca. Siano 2 ragazze carine lei è biondissima io bruna , Laura non passa certo inosservata al villaggio la guardano tutti anche per le sue forme generose , abbiamo una stanza doppia larga e accogliente , fa caldo finiamo spesso in piscina e dopo un paio di giorni abbiamo diversi ragazzi che ci girano intorno , alcuni più audaci si fanno avanti altri si limitano a guardarci.
Conosco un 37enne tedesco simpatico parla abbastanza bene la nostra lingua è in vacanza da solo , mi chiede di uscire lo accontento , confesso che mi piace e poi distrarmi mi farà bene. Passiamo la serata insieme , mi diverto andiamo a ballare poi a bere qualcosa , mi chiede di salire in camera sua, gli dico che non è il caso si fa audace mi bacia, sa baciare mi eccita sento le sue mani su di me , il mio copro vorrebbe ma la testa rimane sulla sua decisione, stacco le sue labbra.. lo accarezzo , gli dico no , ci rimane male lo vedo nei suoi occhi ma accetta il mio no, mi dà un bacio sulla guancia e mi saluta io rimango ancora un po’ sul bordo della piscina si sta bene, mi fumo una sigaretta mi gusto la serata ripenso a quello che è successo, non ho rimpianti va bene così.
Torno in camera Laura dorme , cerco di non svegliarla mi addormento. Mattina colazione e lei che mi tempesta di domande :
- allora comè andata? Io rispondo : bene , Peter è divertente, simpatico ho passato una bella serata .
- Lei : dai non è successo niente … daiii non farti pregare racconta .
- Io : e va bene solo qualche bacio .. ma niente di più!!!
- Lei : seeeeee dai e chi ci crede …
- Io : davveroooo!!! Daiii per chi mi hai preso ??
- Lei : per una bonazza che non scopa da 3 mesiiiiii
- Io : rido è vero… ma non glielo dataaaa haha sai che doccia fredda si sarà fatto l’amico
Ridiamo.. Laura è molto simpatica
- Io : e tu? Racconta.. cosa hai fatto ieri sera…??
- Lei: ma niente… dice vaga
- Io : bè.. ti sarai annoiata
- Lei : no, va bene così e poi mi dice con uno sguardo languido Sono fidanzata!!
Ridiamo come due pazze
Peter mi chiede ancora di uscire io gli dico che mi è simpatico ma che non voglio storie estive , lui mi guarda e dice va bene, usciamo, mi porta al Casinò … chiaramente perdiamo ma è stato divertente ci salutiamo nella hall e da vero signore non ci prova. Rientro in camera , apro la porta e sento dei rumori, mi avvicino piano, penso che forse ci sono dei ladri poi alle mie orecchie mi giungono dei sospiri , chiudo piano la porta mi affaccio nella stanza da letto , rimango basita : Laura a 4 zampe ed uno del villaggio ( un ragazzo nero bellissimo già notato da entrambe ) che la prende da dietro !!! lui gli dice qualcosa la insulta in un italiano un po’ stentato lo sento dire puttana , lei .. con la testa sul cuscino le mani che afferrano le lenzuola, non risponde… ansima …. Non sono mai stata una guardona ma quella scena è così irreale vedere Laura con i suoi capelli biondi… la sua carnagione chiara che contrasta così tanto con quel ragazzo che la prende da dietro, la forza e lei che gode, per non urlare soffoca le sue grida nel cuscino, mi muovo.. inciampo in qualcosa, il ragazzo mi vede, mi sorride soddisfatto di quello che sta facendo io arrossisco faccio per uscire, - Lui : mi dice avvicinati , io come un robot obbedisco , mi prende la mano la la poggia sulla schiena di Laura e dice :
senti come gode la tua amica troia guardala, io rimango così.. mentre lo vedo scoparsi Laura le schiaffeggia il culo.. e lei inarca la testa .. dice qualcosa come un No.. non così.. ma lui non la sta a sentire continua vedo i suoi glutei arrossarsi , lei.. non parla più.. vado verso il suo viso, è sudata… la accarezzo mi guarda ma non mi vede, completamente presa da quel giovane asciugo un po’ il suo viso con la mano , lei riabbassa la testa … lui la sta fottendo forte… emette dei gridolini dice continua… li dice a Lui, lui si ferma e dice a voce alta, adesso facciamo vedere alla tua amica come lo prendi nel culo, lei .. non reagisce, guardo verso quel ragazzo , tira fuori il suo cazzo da dentro Laura.. e lo vedo, è un’animale… un coso enorme di 20,22 cm… ma quello che impressiona è la larghezza… mai visto un affarre del genere, me lo mette in mano.. mi da una cremina… mi dici ungilo bene obbedisco ancora una volta…
tenerlo in mano comè grosso non riesco a chiudere la mano… guardo il buchino di Laura … lui lo vede sorride e con ghigno cattivo adesso sentirai come la faccio strillare… con un dito spalmo un po’ di crema sul buchino di Laura , lui mi toglie la mano mi dice allargale il culo… lo faccio lo vedo puntare quel cazzo enorme al suo buchino e poi…. Dà un colpo di reni…….. nella stanza rimbomba un urlo fortissimo : AHHHHHAAAAAAAAA
né è entrato solo un pezzo… lei morde il cuscino lo implora fermati con un filo di voce… Lui affonda ancora!!!!
Un altro urlo la sta aprendo… mi tremano le gambe non so cosa fare vedo la mi povera amica inculata da questo stronzo sta soffrendo gli do dei pugni sul petto.. fermati gli URLOOOO , lui mi guarda e rivolgendosi a Laura le chiede :
Puttana vuoi che mi fermi , vuoi che vada via??
Laura: n..no..no… ti prego … e lui mi guarda ridendo… con i suoi denti bianchi .. , lo tira fuori un attimo guardo il suo buchino… è oscenamente aperto lo ributta dentro e ricomnincia a inculalarla… forte sempre più forte lei si dimena come cercasse di sfuggire a quel palo di carne che le martoria l’intestino… lo sento grugniore intuisco che le sta venendo dentro… lei finalmente si ferma… lui lo tira fuori… ancora sporco.. la prende per i capelli… le dice puliscimelo vacca!! Lei lo fa… gli bacia la capella sporca, lo lecca…lui gli tira i capelli… le fa male… ma lei non reagisce, subisce… lui la umilia…la insulta le dice cagna italiana, ti piace essere inculata da un negro lei non risponde ha la bocca impegnata sul suo cazzo…Lui la insulta e lei le succhia l’uccello,,, è troppo per me esco dalla stanza!!!
Seduta in piscina mi fumo una sigaretta ripenso a quello che ho visto e vissuto non riesco ancora a crederci la mia amica orgogliosa , testarda, stupenda umiliata davanti a me… se non l’avessi vista non ci avrei mai creduto , dopo mezz’ora vedo passare Lui mi saluta con la mano ride e se né va, aspetto un po’ torno in camera Laura dorme, mi allungo e lo faccio anche io.
Due amiche lesbiche molto belle
Se ti piacciono i video di lesbiche, allora questo video fa proprio per te! Loro sono molto innamorate! Osserva come si baciano, si accarezzano e si leccano le tette! Queste due non hanno bisogno di maschi per godere e divertirsi, sanno benissimo farlo loro, insieme a questi dildi enormi! Un eccitante video da non perdere!
L’Autobus
Non prendevo l’autobus da almeno trent’anni, troppo impegnato a girare sempre in macchina, ma ora mi ero imposto di risparmiare almeno quando ero a casa ; quel giorno quindi, acquistati i biglietti, mi sono fermato alla piazzola vicino a casa per andare in centro e fare due passi.
Doveva essere giorno di mercato perché era affollata di donne di tutte le età, e quando arrivò l’autobus già quasi pieno, fui tentato di lasciare, ma poiché la porta mi si aprì proprio davanti decisi di salire sospinto anche dalla ressa che mi si era formata dietro.
Subito all’avvio del mezzo uno scrollone prima all’indietro e poi in avanti fece assestare e ottimizzare gli spazi tra le persone, ovvero mi ritrovai dietro, con le spalle in un angolo e pressato sul davanti da una bella signora sui cinquanta, piuttosto alta e con un sedere bello pieno che, in mancanza di appigli, seguiva le onde di marcia sbattendo e strofinando di continuo contro il mio bacino.
Le prime volte si girò per scusarsi, poi decise che non c’era rimedio e continuò questo incessante lavorio finchè mi accorsi che il gioco mi piaceva e che mi stavo eccitando. Mentre cercavo comunque di evitare un contatto troppo evidente, una frenata improvvisa le fece allungare all’indietro una mano in cerca di appigli e si trovò quindi a stringere brutalmente il mio pacco già bello sviluppato.
Non realizzò subito dove si era aggrappata per cui indugiò alcuni secondi e mi venne spontaneo a mia volta trattenere la sua mano su di me.
A parte in qualche fantasia masturbatoria da ragazzino, non avevo mai fatto niente del genere, per cui mi preparai a subire alte proteste se non di peggio ma, con sollievo, mi resi conto che adesso la presa era deliberata e che la mano sembrava prendere le esatte misure del cazzo.
Lentamente ma con decisione la donna riuscì a girarsi e, guardandomi negli occhi con un sorrisino malizioso, riprese possesso del pacco che sentiva sotto la stoffa e mi mise sotto al naso una interessante scollatura che si protendeva sotto l’impermeabile.
Mi feci subito strada e aprendo sul davanti avanzai con la mano sotto la sua maglietta sulla nuda pelle fino ad una tetta che impugnai con decisione; non portava reggiseno ed il contatto con il grosso capezzolo fu immediato, come fu immediato il suo ingrossarsi sotto le mie dita.
Emise come un soffio di sofferenza e con entrambe le mani si mise a trafficare con la mia cerniera liberando subito il cazzo eccitatissimo e bagnato , cosa che verificò passando il pollice sopra la mia fessurina e provvedendo a percorrere tutto il glande mente mi scappellava decisa.
A questo punto cominciai a preoccuparmi.
Malgrado l’ottima educazione se qualcuno, non importa se maschio o femmina , arriva ad afferrarmi il cazzo tutti i miei freni inibitori vengono travolti da una voglia di godere che mi fa perdere qualsiasi prudenza, e nel caso specifico mi trovavo all’angolo di un autobus colmo di gente, col cazzo fuori, con il rischio che alla prima fermata molti scendessero privandomi della necessaria copertura.
La cosa però non sembrava minimamente preoccupare la donna che ormai mi stava decisamente segando con l’intenzione di farmi godere subito, mentre io le strizzavo il capezzolo con una mano e con l’altra le avevo raccolto verso l’alto la gonna leggera sul davanti e, scostate le mutandine le avevo arpionato con due dita la fessura. Io ero certamente eccitato e bagnato, ma quello che trovai lì sotto mi fece capire quanto eravamo simili, due anime gemelle si erano trovate.
Non avevo fatto ancora niente eppure fiumi di umori densi mi stavano riempiendo la mano e le colavano lungo le gambe.
La situazione , la sua e la mia eccitazione , la paura di essere scoperti mi portò ad un orgasmo talmente improvviso e prepotente ed abbondante che mi trovai a sborrarle contro fiotti di sperma, bagnandole mutande e gonna e scarpe e quant’altro. Non diede vista di essere delusa e con la mano tutta imbrattata mi massaggiò ancora un po’ il cazzo la pancia ed i coglioni, finendo anche per pulirsi alla meglio.
Mi rimboccò volenterosa nei pantaloni il cazzo ancora gocciolante, tirò su la cerniera e, prima di sistemarsi la gonna, passò la mano sui propri umori e come a voler fare un buffetto me la mise sulla bocca facendomi sentire il profumo ed il gusto del suo piacere misto al mio.
Con un ultimo sorriso divertito si chiuse davanti l’impermeabile per coprire le macchie di sperma e pochi secondi dopo scendeva con quasi tutti alla fermata del mercato.
Avrei dovuto forse seguirla ma la tensione di quei pochi minuti ed il godimento straordinario mi avevano tolto forze e riflessi per cui mi ritrovai a salutare con la mano dal vetro posteriore mentre l’autobus riprendeva la sua corsa.
L’unica cosa che mi venne in mente mentre un po’ alla volta mi riprendevo fu “ chissà quante ne ho perse in trent’anni a non usare l’autobus”, ma da oggi si cambia!!
Una bella zoccola molto eccitata
Ci sono alcune ragazze che godono davvero quando scopano, è il caso di questa bella e giovane puttana di nome Crystal! Lei non solo si bagna un sacco mentre tromba, ma fa degli ottimi pompini e quando sta per venire si eccita un sacco e diventa un bagno di umori! Un video molto eccitante, da non perdere!!
L’intesa con la mia cognatina
Sono G ed ho 18 anni, questa storia è incredibilmente perversa. Devo dire però che tra me e la mia cognatina 16enne (alta 1,65 magra, capelli nerissimi, pelle scura, con una 3° abbondante di reggiseno a mio avviso Econ un culo ma un culo,ma un culo favoloso, impossibile da descrivere a parola ma bisogna vederlo e nel caso palpeggiarlo) c’èsempre stata una forte intesa e sono molte le volte che pensando a lei mi sono super masturbato.Non posso dirlo con precisione ma credo che anche lei qualche volta si sia masturbata su di me,lo dico perché si vede dai suoi occhi che gli piaccio tantissimo. Infatti spesso ripete alla sorella IL TUO RAGAZZO è IL PIU’ BELLO DI TUTTI guardando me negl’occhi Tutto inizia a casa della mia ragazza. Andai li di pomeriggio ed erano tutte a casa:la mia raga, mia suocera e quella strafiga della mia cognatina che stava studiando in cucina. Dopo un po’ che ero li, la mia raga si ricordò che aveva un appuntamento dal dentista,così in fretta e furia, mia suocera e la mia raga si prepararono ed andarono via.Mi ritrovai cosi,solo a casa sua con la sua sorellina. Per non disturbarla mentre studiava me ne andai in cameretta e mi misi a smanettare al computer,fin quando trovai una cartella con scritto “foto crociera”,mi ricordai cosi della crociera che andarono a fare e pensai tra me e me “Speriamo che c’è qualche foto in costume di quella che stà di là in cucina”(la mia cognatina).Così aprendo la cartella trovai quello che mi aspettavo LE FOTO IN COSTUME. Iniziai così pian piano a masturbarmi e più scorrevano le immagini più si ingrandiva e si dilatava in mio cazzone.Foto dopo foto mi masturbavo sempre con più”grinta” fin quanto stavo proprio per venire e quindi cacciai il mio cazzo del tutto di fuori dal pantalone. Stavo per esplodere quando mi sento chiamare, non faccio in tempo a rimetterlo dentro alla mutanda,che, nel girarmi vedo la mia cognatina che con voce scandalizzata mi dice:”Sono appena arrivata, ma che stavi facendo”?io intanto, rosso in faccia mi rimisi il cazzo nelle mutande.. Lei a questo punto, avvicinandosi a me vide che al computer c’erano le sue foto in costume e con un sorrisetto malizioso mi disse”allora ti piaccio”?,io visto che ormai la frittata era fatta le risposi con un sorriso imbarazzata e le dissi che a dire la verità se non ero fidanzato con la sorella un pensierino ma più di uno su di lei l’avevo fatto. Così lei molto contenta della mia risposta iniziò a sciogliersi e con lei anche io e iniziammo così ,a parlare di quello che stavo facendo e mi disse che non aveva mai ne visto ne toccato un pene Presi così subito la palla al balzo e gli dissi che se voleva poteva vedere il mio,lei dopo un breve esitazione, fece un cenno con la testa.Cacciai così, il mio pisellone che non ce la faceva più e che dopo quello che stava accadendo si stava facendo ancora più enorme e più pronto a sborrare e senza parlare glie lo poggiai in mano mentre lei con gli occhi sbarrati iniziava a muoverlo avanti e indietro, gli proposi allora di metterselo un po’ in bocca.Lei mi rispose che nn sapeva come fare e per farle capire come fare gli risposi che non doveva fare altro che leccare un ghiacciolo.Lei inizio e anche se non era bravissima godèi come un pazzo dal pensiero di quello che mi stava accadendo.Gli cacciai quelle belle pere di fuori e sfregai il mio cazzone sulle sue pere riuscendomi a fare anche una bella spagnola fino a quando non ce l’ho fatta più e la sborrai tra la faccia e le tette.Lei fece un cenno con il viso, di disgusto, poverina forse non era abituata e corse così a lavarsi in bagno.Al suo ritorno però facemmo una bella slinguazzata, lingua e lingua, mentre gli tovvavo il suo culone strepitoso.Infine ci giurammo di non dire mai nulla e continuammo a fare porcate…………! PS:se qualcuno si sta chiedendo se me la sono scopata, non l’ho fatto è ancora piccola ha paura,però in compenso me la tocco e lecco tutta TUTTA quando capita che siamo soli..
Questa puttana è molto eccitante
Chi di noi non vorrebbe nel letto una bellissima zoccola ed una vera esperta nel sesso come Cailey! Lei si che sa farti godere, non solo perchè ha trombato moltissimo nella sua vita, ma anche perchè fa dei pompini spettacolari! Appunto per questa ragione il suo amante gode un sacco mentre la tromba! Un video eccitante da non perdere!
Maddalena
Mi chiamo Maddalena, gli amici tutti mi chiamano Mad. Sono alta un metro e 75, mora sia di carnagione che di capelli abbastanza lunghi, ho una sesta di seno bello sodo, ed un culo molto pronunciato con due chiappe sode, non mi piace radermi la fica, quindi mi piace bella pelosa, del resto anche mio marito ne va pazzo, e non solo lui.
Ho 27 anni e sin da piccola ho sempre avuto voglia di essere guardata, non sono mai arrossita quando un uomo o una donna mi guardavano il seno omi facevano i complimenti per la mia abbondanza, anzi a me piaceva molto anzi ci godevo,sono sempre stata un po’ sfacciata.
La prima volta che hò scopato, è stato verso i miei 18 anni, e fu il fratello di mia madre (mio zio), a liberarmi della verginità.
Quel giorno, mia mamma mi disse di andare a casa di suo fratello, per portarci un piatto caldo, perché sua moglie era andata a trovare la mamma malata, e lui non stava tanto bene.
Io a 18 anni ne dimostravo una ventina, avevo già un bel seno sodo, e le mie belle chiappe sode.
Eravamo in piena estate, indossavo una minuscola minigonna, con una camicetta bianca mezza sbottonata sul davanti, mi piaceva farmi guardare sia dagli uomini che dalle donne.
Zio Carlo era a letto con un po’ di febbre, lo feci mangiare, dopodichè, presi una sedia, e mi sedetti di fronte
a lui, mostrandogli le mie gambe, nel sedermi, la minigonna si alzò ancora più su mettendo in mostra le mie belle cosce.
-Mad cosi me lo fai venire duro?
-Ed è quellol che voglio, questo caldo mi ha messo una voglia addosso che non ti dico. A queste parole, mi accarezzai tra le cosce, facendogli intravedere il mio pube pieno di peli, anche perché prima di entrare mi avevo tolto il minuscolo perizoma.
-Dai vieni a sederti qui accanto a me sul letto.
Mi alzai, e mi sedetti accanto a lui, lo zio senza dire una parola, posò la sua mano tra le mie cosce, salendo sempre più su fino a che non arrivò al mio folto pelo, e a quel punto insinuò nella mia ormai bagnatissima figa il suo dito medio, infilandolo dentro con molta calma ma con decisione.
Ero al settimo cielo, quella mano calda e callosa, che mi frugava nel mio intimo mi piaceva da morire.
-Dai tiralo fuori dalle lenzuola, fammelo vedere, anche perché finora ho visto solo dei piccoli gazzettini dei miei compagni di scuola, mai uno vero di un uomo.
A queste mie parole, buttò da un lato le lenzuola che gli coprivano il corpo nudo, e cosi potei rimirare un enorme cazzo, bello duro, e prendendomi la mia mano disse di accarezzarlo, come lo presi tra le mani, ebbi un sussulto, era caldissimo anche per via della febbre, ma la mia voglia più grande in quel momento, era quello di prenderlo tra le mie labbra e poterlo succhiare con avidità.
Era la prima volta che lo facevo ma sembrava che lo avessi sempre fatto, mi piaceva molto, ma dopo un po’ il desiderio era quello di sentirmelo tutto in figa, lo desideravo tantissimo al che mi denudai completamente, e adagiandomi accanto al suo corpo nudo, lo accarezzavo dappertutto, mi alzai sul letto, e prendendo il pene con la mia mano destra, poggiai il suo glande rosso fuoco tra le labbra della mia figa pelosa, e con molta calma mi ci sedetti sopra facendolo sparire nel mio corpo con molta calma, anche perché mi stavo sverginando da sola, non è che sentii tanto dolore, forse era talmente la voglia che sentivo solo piacere.
Prima con calma, man mano che andavo avanti incominciai a cavalcarlo sempre con maggiore foga, fino a quando non ebbi il mio primo orgasmo, mentre godevo strabuzzai gli occhi era bellissimo, mentre lo zio, mi infilava un dito nell’ano questo contributi a farmi godere con maggiore ardore.
Alla fine esausta per il troppo godimento, mi adagiai sfinita sul letto, mentre lo zio mi accarezzava tutto il corpo, aveva ancora il suo enorme cazzo duro, visto che lui ancora aveva goduto.
Ama essere scopata da due maschi
Il sogno di quasi tutte le donne è quello di essere scopata almeno una volta nella loro vita da due o piú maschioni allo stesso tempo, ma non tutte son così fortunate come questa bellissima puttana! Lei è una troia molto esperta che ormai per godere e sentirsi donna deve essere trombata da almeno due maschi! Ascoltala godere mentre questi maschioni le chiudono tutti i buchi!
E’mia ragazza vite | Piedi di piacere | Penetrazione da parte di tutti i | Strappata nel culo
Sesso al mare
Ciao ho 27 anni ed un fisico atletico e muscoloso quando sono in spiaggia quasi tutte le ragazze mi guardano. quest’anno c’era una ragazza di milano che non mi toglieva gli occhi di dosso, anche se ero con la mia fidanzata. lei se n’era accorta di questa cosa ed era attenta che io non facessi lo scemo con quella.
un giorno, la mia fidanzata decide di andare a prendere il sole con il materassino alle boe,ed io rimango da solo in spiaggia. all’improvviso si avvicina la ragazza di milano e con aria disinteressata mi dice di seguirla. oltre la spiaggia c’e’ una pineta, ed io andai li con lei.
mi disse:”mi piaci troppo e non posso esimermi,anche se sei con la tua fidanzata”
io: “anche tu sei bellissima”
E inizio ad accarezzarmi e a mettermi la mano nel costume: cosi’ caccio’ il mio cazzo fuori e si abbasso’ x incominciare a succhiarlo,era bravissima , me lo fece venire subito duro ,cosi’ che rimase sorpresa (avendo io un cazzo da 21 cm).
lei:”voglio farti godere ,cosi’ mi dici se sono piu’ brava io o la tua ragazza!” io:”si dai continua”.
me lo succhiava fortissimo,e lo leccava come fosse un gelato, cosi’ da farmi girare la testa.
scorgemmo una panchina, e decidemmo di andarci a sedere, cosi la poggiai a pecora sulla panchina,spostai il suo tanga e glielo infilai tutto dentro la fica.inizio a godere.e mi incito’ a sbatterla piu’ forte.
lei”dai scopami come se fossi la tua fidanzata,fammi male”
io:”si ti scopo, ti voglio sgranulare le pareti della tua fica”.
lei:”adesso,mettimelo nel culo”
A quel punto pensai :”questa milanese scopa da paura” e glielo misi nel culo,entro’ quasi facilmente,si vede lo aveva fatto tante volte, e cominciai a sbatterla nel culo.ragazzi aveva un culo bellissimo,era bellissima. stavo x arrivare, lei inizio a gridare di piacere,tanto da dirmi che era gia’ arrivata,cosi’ iniziai a sbatterla ancora piu’ forte dicendole di voler arrivare nel suo culo.lei mi incitava e cosi’ le arrivai tutto nel culo bagnandola tutta con il mio sperma.quando tirai fuori il mio cazzo ancora fradicio,lei me lo inizio’ a succhiare x pulirlo, e disse:”ti e’ piaciuto?chi e’ piu’ brava io o la tua ragazza?” ed io risposi che era stato piu’ bello con lei dato che con la mia fidanzata non faccio sesso anale. cosi lei ando’ a mettersi sottto l’ombrellone, ed io andai al mare per riprendermi un po’. da quel giorno e’ successo altre 3 volte e sono giunto alla conclusione : che monica la milanese e’ una fica da paura. infine,siamo rimasti che l’anno prossimo ci saremmo incontrati di nuovo e avremmo di nuovo fatto sesso e magari a 3 con la mia fidanzata.sai che sballo!!!
Il mio rapporto con la masturbazione
Ciao a tutti i lettori. Sono Claudia, ho 38 anni, sono sposata e ho 2 figlie di 13 e 11 anni.
Premetto che l’educazione sessuale repressiva dei miei ha avuto in me risvolti positivi. Inizialmente, a differenza di mia sorella, questo tipo di educazione ha fatto di me una bambina eccessivamente pudica. Al punto che, pur avendo l’istinto, provavo vergogna a toccarmi e rinunciavo. Un giorno, all’età di 13 anni, mia sorella sedicenne mi chiese se mi fossi mai toccata. Io con il viso in fiamme le spiegai il mio disagio. Una sera d’estate, mentre i miei si godevano il mare, mia sorella mi propose di aiutarmi a superare il mio disagio. Mentre riposavamo nel lettone dei nostri genitori mi disse di spogliarmi.
Io, nell’imbarazzo totale, le dissi di no. Lei insistette, dicendomi che avevo bisogno di conoscere il mio corpo. Inizio ad accarezzarmi il seno e mentre si avvicinava al pube il mio fiato si fece sempre più corto.
A quel punto iniziò a spogliarmi e quando mi tolse gli slip mi disse: guarda sei gia eccitata, hai le mutandine bagnate.
Avevo il cuore a mille, ma mi rendevo conto che il piacere stava per sovrastarmi. Lei continuo ad accarezzarmi e ed esplorare la mia vagina, fino a farmi vedere le stelle quando la sua lingua si impossessò del mio clitoride.
Da allora presi coraggio e persi ogni inibizione nel soddisfare i miei frequenti desideri.
Ma mi rendevo conto che non riuscivo a raggiungere lo stesso livello di piacere di quella volta. Cosi ogni tanto le chiedevo di aiutarmi.
E lei puntualmente mi faceva perdere i sensi come nessuno è mai riuscito a fare.
Ancora oggi, che entrambe siamo sposate, quando possiamo ci godiamo il nostro momento di intimità e, senza presunzione, credo che anche per lei la mia lingua sappia meglio di chiunque come far esplodere il suo enorme clitoride.
Ogni tanto, di nascosto, nel silenzio della notte, ascolto i gemiti delle mie figlie che soddisfano i loro primi desideri.
La mia mentalità aperta, forse, non farà mai provare loro le sensazioni che la loro mamma e la loro zia condividono….









